Il cambio di serramenti nella propria abitazione richiede particolari attenzioni.
È importante provvedere al ricambio dell’aria che verrebbe a mancare, secondo alcuni, dove si provvedesse a montare serramenti dotati di doppi o tripli vetri e a isolare il cassettone delle tapparelle con conseguente formazione di muffa.
Come evitare la muffa
Naturalmente il problema segnalato non comporta l’abbandono di serramenti a doppio o triplo vetro. Si possono, infatti, trovare soluzioni alternative. La migliore sarebbe evitare pareti fredde, risultato abbastanza complicato da ottenere soprattutto in edifici di vecchio tipo. Oppure si può espellere l’umidità presente nell’abitazione tramite l’uso di dispositivi o dando vita a determinati interventi. Tra i macchinari che permettono questo risultato uno dei più efficienti è l’impianto di aerazione forzata, che però comporta un notevole investimento finanziario. Esiste però un modo più economico di ovviare al problema: adottare un aeratore passivo che entra in funzione solo quando il tasso di umidità supera certi valori, facendo entrare aria fresca e secca al posto di quella umida. Basterebbe anche solo dotare i serramenti di un dispositivo in grado di programmarne l’apertura automatica al fine di far cambiare aria. O ancora propendere per un aeratore automatico a parete che racchiude al suo interno sia lo scambiatore d’aria che quello di calore. Se poi non si vuole attuare alcun intervento che comporti l’adozione di macchinari, si può optare per un vecchio rimedio: aprire le finestre ogni quarto d’ora in modo da favorire il ricambio dell’aria, un metodo che non comporta alcuna spesa aggiuntiva.
Si installano finestre nuove nella nuova abitazione e dopo qualche mese si iniziano a notare i primi puntini neri sul muro tutt’intorno al telaio della nuova finestra. Nonostante l’applicazione di prodotti per togliere la muffa, dopo poco tempo questa si riforma.
Perché si forma la muffa?
Solitamente la spiegazione che viene data è questa: le nuove finestre non fanno più respirare la casa. Queste, infatti, non avendo più spifferi e quindi non facendo più passare aria tra dentro e fuori, possono favorire la formazione di muffa alle pareti. Ma se parliamo della muffa che si forma proprio intorno alle finestre il motivo è un altro: lo studio del sistema e l’esecuzione della posa in opera dei serramenti sono concettualmente sbagliati. Che cosa è avvenuto? Il serramentista è arrivato, ha tolto le ante delle vecchie finestre e ha montato il nuovo serramento ancorandosi al vecchio telaio magari nemmeno isolato. Ha messo delle finestre, magari in alluminio e in pvc che hanno un telaio che si chiama “per ristrutturazione” che è fatto appositamente per fare un lavoro più veloce. Non ha sigillato il perimetro tra serramento e vecchio telaio quindi l’aria fredda entra da intorno al telaio (capirete a cosa serve mettere serramenti super performanti se poi l’aria passa dal fianco!). Stessa cosa può avvenire anche quando viene installato un serramento in legno “all’interno” del vecchio telaio: cioè come nel caso precedente l’installatore ha solo smontato le ante mobili della finestra vecchia ma non smontano il telaio fisso ancorato alla muratura.
Come va fatto correttamente il lavoro?
Il miglior modo di procedere è questo:
- togliere completamente il vecchio telaio
- montare la nuova finestra
- sigillare la giunzione tra serramento e muratura con schiume poliuretaniche elastiche che non si rompono nel tempo, dove non è possibile usare nastri autoespandenti.
- rifinire il tutto con delle cornici coprifilo che nasconderanno il sigillante e aumenteranno anche la coibentazione termica e acustica
Il lavoro di montaggio è più lungo ma eviteremo formazioni di muffa sui muri che è poco salutare, anti-estetica e il risparmio energetico sarà massimo perché non ci sarà più passaggio di calore tra interno ed esterno. Se ti affidi a personale competente e specializzato, puoi evitare opere murarie.
Se vuoi organizzare il montaggio delle finestre della tua casa in questo modo, contattaci all’indirizzo info@decarolisserramente.it
